Investire sulla scarpa giusta

Quando la pubblicità, i social o qualche trasmissione televisiva ci mostrano le nutrite collezioni di scarpe dell’ influencer di turno o le mille varianti e i mille colori di qualche nuovo modello di grido, possono indurci a credere che valorizzarsi con gusto o essere eleganti sia necessariamente questione di budget e costituisca quindi un risultato alla portata di chi può investire cifre cospicue sul proprio guardaroba e disporre di una cabina armadio da film.

Come però abbiamo già accennato qui e là in questa sezione, ciò corrisponde al vero solo in piccolissima parte. Parlando di calzature, è vero infatti che scarpe di qualità (ben realizzate, con materiali durevoli, non dolorose o dannose per il piede o per la schiena) hanno un oggettivo costo.

Vero è anche però che “il” modello giusto, con la forma e il colore giusti, con lo stile e la versatilità richiesti dalla propria vita quotidiana e dalla propria fisicità, è destinato a valorizzarci e ad accompagnarci per molti anni, ed è dunque un investimento assolutamente “remunerativo”. In termini numerici, un paio di calzature da 200€, sebbene certamente impegnative al momento dell’esborso, potrebbero essere in grado di servirci anche per una decina d’anni. Ma anche fossero sottoposte a grande usura e durassero solo 5 anni, 200/5=40€ annui non sono certo un onere economico insostenibile.

I fattori da considerare per la scelta de “LA” scarpa sono, secondo la nostra opinione, i seguenti (in ordine di importanza):

1) una FORMA che valorizzi il proprio piede e la propria gamba;

2) uno STILE (colore, caratteristiche) che si adatti alla propria personalità e alla larga maggioranza dei capi che si posseggono;

3) una QUALITÀ proporzionata al prezzo e possibilmente elevata;

4) l’assenza di rilevanti CONTROINDICAZIONI;

5) solo da ultimo, la rispondenza alle tendenze della MODA.

In breve:

1) addosso a un manichino o a una modella alta 177 cm e con una taglia 40, tutto starà bene. Farsi quindi guidare da un post su Instagram o da un servizio fotografico professionale ammirato su una rivista è pertanto fortemente fuorviante se non si rientra almeno a grandi linee nei (ristretti, talora discutibili) standard del donnino longilineo, proporzionato, tonico. La realtà delle proprie gambe (lunghe o corte? Muscolose o sottili? Con una postura corretta o non tanto [valgismo, varismo]?) e dei propri piedi (caviglia definita o larga? Piede snello o piuttosto cicciotto? Pianta larga o stretta?) va tenuta imprescindibilmente in conto. Anche la realtà della propria stazione eretta abituale, che magari non sarà l’eterea posa da fatina che abbiamo visto nella réclame pubblicitaria, va considerata. Questo può anche ridurre drasticamente il novero dei modelli che donano alla propria figura, ma fortunatamente qui stiamo cercando di “azzeccare” la scelta di UN paio di scarpe, non di dare sfogo al collezionismo. Una regola generale che ci sentiamo di enucleare è questa: al crescere della “stazza” della gamba e del piede, deve anche aumentare l’affusolatura della scarpa e ne devono sparire gli elementi che possano renderla più tozza. (In fondo all’articolo proviamo a portare alcuni esempi pratici.)

2) è inutile, questo è evidente, acquistare scarpe per un guardaroba che non esista già nella realtà. L’abbinabilità delle calzature nuove è la seconda fondamentale chiave del loro successo. Persino (la sparo grossa) qualora non fossero il modello che vi valorizza di più in assoluto, ma già fossero l’ideale compagno (per stile, tono, materiali) del vostro abbigliamento quotidiano, ci sarebbero sufficienti ragioni per acquistarle. Nel dubbio è sempre opportuno prediligere colori neutri e materiali pratici da pulire e da far durare (le pelli ed ecopelli di qualità).

3) la scelta di un rapporto qualità prezzo convincente dovrebbe portare ad escludere gli opposti estremi: scarpe esageratamente costose (in cui cioè è evidentemente pagato solo il marchio o il design) e scarpe inutilmente economiche (tipicamente, le scarpette da mercato o da negozio cinese). Nell’attuale economia e volendo generalizzare, una soglia di prezzo accettabile è quella dei 100/150€ (saldi e offerte esclusi).

4) ci sono caratteristiche della nostra vita, della nostra persona e salute e dell’ambiente in cui viviamo da considerare senz’altro per vagliare le eventuali controindicazioni di un acquisto. La presenza di un tacco, ad esempio, va immediatamente calata nella nostra quotidianità: acciottolato urbano? Guida? Pedali della bicicletta? Un ufficio con delicato parquet? Un altro esempio: il medico ci ha consigliato di sollevare il tallone anche solo di pochi cm per evitare tendiniti. Sicure che quelle deliziose furlane rasoterra facciano al caso nostro? O ancora: specie in estate le nostre caviglie hanno la sgradevole tendenza a gonfiarsi a dismisura. Sicure che quel cinturino di pelle non sia destinato a tranciare le nostre carni fra atroci sofferenze?

5) solo dopo aver soddisfatto tutte le altre condizioni, sarà più che legittimo dare il contentino alla tendenza del momento, tenendo però sempre a mente che tale tendenza dovrà durare almeno quanto ci durerà la scarpa, e quindi avere un outlook che copra quantomeno i prossimi 5 anni.

Consigli pratici

• Se si ha una caviglia poco definita o con tendenza a gonfiarsi facilmente e/o se la gamba è assai grossa e/o se il piede è cicciotto:

– tendenzialmente evitare cinturini alla caviglia e allacciature alla schiava, a meno che non contemplino nastri di stoffa. Valutare sempre l’effetto complessivo: se si sta acquistando tramite internet, provare a “vedersi” davanti a uno specchio con un normale paio di ballerine o simili, e aggiungere sulla caviglia un elemento che “simuli” il cinturino suddetto;

– prediligere assolutamente le calzature con modello a punta, anche una punta appena accennata;

– approcciare con cautela le suole molto importanti (zeppe, plateau, carrarmati) che rendono la figura pesante (e durano meno, nelle fuggevoli stagioni della moda);

– adottare cautela anche nella scelta dei tronchetti;

– evitare stringate o mocassini accollati. In generale, cercare di lasciare il collo del piede il più scoperto possibile, e se per esempio sotto gonne o abiti si indossano fuseaux o leggings, fare in modo che si arrestino un paio di dita sopra al malleolo.

• Se si ha un piede molto largo e/o con tendenza a piegarsi verso l’esterno:

– prediligere scarpe con bordi abbastanza alti per mantenere la pianta nella corretta posizione e assottigliarla visivamente.

Personal shopper

Per tutte:

Per molte, ma con qualche cautela:

Sperando che questa guida vi possa essere utile, aspettiamo i vostri commenti!

2 pensieri riguardo “Investire sulla scarpa giusta

  1. E’ sempre stato difficile per me comprare delle scarpe buone e comode, non porto più tacchi da quando rimasi incinta della prima figlia che ha 19 anni e comunque non superavano i 4/5 cm. e con grande sollievo della mia schiena, sto in ufficio 10 ore al giorno di cui la maggior parte seduta, lo faccio ancora. Ho imparato a comprare quello che mi sta bene e che mi valorizza a prescindere dal marchio e dalla marca ma ammetto che a volte invidio le colleghe con centinaia di paia di scarpe e tutte alla moda e tacco altissimo: invidio la loro capacità di sopportazione del dolore… Bellissima disamina, grazie.

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